“Obbligare i migranti a integrarsi per frenare destra”

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Confini aperti e multiculturalismo? No grazie. L’ex primo ministro britannico Tony Blair, in un intervento pubblicato sul suo Institute for Global Change, scarica i “mantra” sull’immigrazione della sinistra politically correct e spiega che le comunità di migranti devono essere costrette a fare di più per integrarsi e aiutare a combattere l’ascesa del “bigottismo di estrema destra”.

Tony Blair osserva che i successivi governi al suo “non sono riusciti a trovare il giusto equilibrio tra diversità e integrazione”, mentre il concetto di multiculturalismo è stato usato impropriamente come un modo per giustificare un “rifiuto di integrarsi”. Secondo l’ex leader laburista, riporta il Guardian, le scuole dovrebbero essere spinte ad avere un assetto che rifletta la diversità locale, creando un programma di cittadinanza obbligatorio per gli adolescenti e rafforzando i provvedimenti nei confronti degli autori di discorsi di incitamento all’odio.

Tony Blair ammette: “Multiculturalismo non può essere pretesto”

L’ex primo ministro osserva nel rapporto pubblicato sull’Institute for Global Change che “in un periodo di tempo significativo, anche quando eravamo al governo, la politica non è riuscita a trovare il giusto equilibrio tra diversità e integrazione”.

Da un lato, prosegue Tony Blair, “i fallimenti legati all’integrazione hanno portato ad attacchi alla diversità” e sono “in parte responsabili di una reazione contro l’immigrazione. D’altro canto, la parola multiculturalismo è stata erroneamente interpretata cime un rifiuto giustificato di integrarsi, quando non avrebbe mai dovuto significare questo”. “Specialmente ora, quando il bigottismo di estrema destra è in aumento, è importante stabilire il contratto sociale corretto intorno ai diritti e ai doveri dei cittadini, compresi quelli che migrano nel nostro Paese”.

Blair, 65 anni, primo ministro dal 1997 al 2007, sottolinea che “è necessario integrare, accettare le regole, le leggi e le norme della nostra società che tutti i cittadini britannici hanno in comune e condividono” pur tutelando il diritto “alle diversità”. “Senza il diritto, ad esempio, di praticare la propria fede, la diversità non avrebbe alcun contenuto; ma senza il dovere di integrarsi, cultura o fede possono essere usate come un modo per sconvolgere quel fondamentale contratto sociale che ci lega insieme”. L’integrazione, prosegue Blair, “non è una scelta; è una necessità”.

Sull’immigrazione Federico Rampini distrugge la sinistra “Open Borders”

Che anche a sinistra qualcuno stia – finalmente – comprendendo la follia dell’ideologia “Open Borders”, lo si comprende anche leggendo l’ultimo saggio di Federico Rampini intitolato La notte della sinistra (Mondadori). Il noto corrispondente di Repubblica dagli Stati Uniti, fa a pezzi tutta la retorica della “sinistra” politicamente corretta in tema di immigrazione, sottolineando che “una delle frasi in codice che oggi ti fanno riconoscere come uno stimato opinionista di sinistra è che ‘dobbiamo stare dalla parte dei più deboli’. Sottinteso: purché i deboli siano stranieri, possibilmente senza documenti, meglio ancora se hanno la pelle di un colore diverso dal nostro. Sono deboli se corrispondono a questa descrizione”.

“Almeno – scrive Rampini – una parte della sinistra ha deciso che sono sempre e soltanto queste le vittime dell’ingiustizia, per definizione. Tanto peggio per i pensionati poveri, con cittadinanza italiana, se la sera hanno paura a rincasare da soli perché davanti al loro portone comandano gli spacciatori”.

Anche Bernie Sanders scarica i politicamente corretti: “Non è la mia visione”

Chi condivide le posizioni espresse da Tony Blair è il Senatore americano Bernie Sanders, candidato alle primarie del Partito democratico americano. Durante un comizio a Oskaloosa, Iowa, l’esponente di sinistra dei dem Usa ha sottolineato di non essere d’accordo sulla retorica dei “confini aperti”.

Per Sanders, infatti, “ciò di cui abbiamo bisogno è una riforma globale dell’immigrazione”, ha proseguito. “Se apri i confini, mio ​​Dio, c’è molta povertà in questo mondo e avrai persone da tutto il mondo. E non penso che sia qualcosa che possiamo fare a questo punto. Non possiamo farlo. Quindi questa non è la mia posizione”.

A sinistra pare quindi che qualcuno stia comprendendo i rischi del globalismo e dell’immigrazione di massa, soprattutto per le fasce più deboli e svantaggiate della popolazione. In Italia ancora no, dato che il nuovo Segretario del Pd Nicola Zingaretti ha appena firmato un appello per lo Ius Soli. Di recente, a Piazza Pulita, Zingaretti ha spiegato che bisogna avere il “coraggio di dire porti aperti” e dare “all’Italia una legge che regoli l’immigrazione, abolendo la Bossi-Fini”. Parole di chi è completamente sconnesso con la realtà. Da molto tempo.

Fonte: Occhidellaguerra

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