Immigrazione, il generale Carlo Jean: “Chiudere i porti per fermare il business delle Ong. E su Emmanuel Macron…”

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Sulla Libia la Francia ci sorpassa e “cerca di fare i suoi interessi“. Anche l’Italia dovrebbe farlo ma – spiega in una intervista a Il Giorno Carlo Jean, già generale di Corpo d’armata e docente di studi strategici alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Luiss di Roma – è fortemente handicappata dalla querelle in corso per il caso Regeni. L’Egitto è il Paese che ha potenzialmente la maggiore influenza sul caso libico e noi continuiamo a non avere il nostro ambasciatore alCairoMacron vuole riaffermare la grandeur francese. La maschera dietro la parola Europa. È assolutamente inaccettabile”. Come la questione migranti: “Si devono chiudere i porti“.

In questo momento il problema non è solo che contiamo poco in Europa ma che “manca la difesa degli interessi nazionali. C’è Minniti che saltabecca fra l’Italia e la Tunisia, che tratta con le tribù del sud della Libia, senza però poter avere un effetto consistente. L’Italia si trova esposta, ma anche isolata. Le sue armi di pressione sulla Francia e sulla Germania sono abbastanza spuntate”. La situazione, continua il generale, “richiede che la Germania non abbia un ruolo di leadership nei confronti della Francia fino a dopo le elezioni tedesche. Poi Roma potrà solo cercare di sostenere Berlino, anche per arginare la Francia. Accadde anche dopo l’Unità d’Italia. Ci avvicinammo agli Imperi centrali, Austria ma soprattutto Germania, per resistere alle pressioni transalpine. Nel Mediterraneo varammo un’alleanza di fatto con la Gran Bretagna. Ora ci sono gli Usa. La nostre uniche alternative sono la Germania e gli Stati Uniti. Solo appoggiandoci a Berlino e a Washington potremmo fare qualche scherzo alla Francia”.

Al momento “per minimizzare i danni” “si dovrebbe puntare su una divisione del Paese: la Cirenaica passa all’Egitto con i suoi giacimenti petroliferi e noi ci accontentiamo della Tripolitania. Però bisognerebbe convincere la Germania e gli Stati Uniti, una impresa ardua”. Quanto ai migranti non resta molto da fare: “Si debbono chiudere i porti. In un intervento a Tgcom 24 Marco Lombardi, docente alla Cattolica di Milano, ha suggerito di ritirare le nostre navi e di impedire l’attracco alle imbarcazioni delle Ong cariche di profughi. Secondo lui il flusso diminuirà dopo 20 mila morti. Quello che è in ballo in Italia è la stabilità nazionale. Non possiamo rincorrere il Papa e i buoni sentimenti quando gli altri, invece, fanno business”.

fonte: Libero

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