Immigrati sussidiati coi fondi di solidarietà dei Comuni

di Fabrizio Dal Col

Scritto il 29 Dic 2013

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La notizia, battuta dall’Agenzia Adnkronos è del 22 dicembre: “Nel 2013 i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia via mare sono stati 3.225. Dai dati aggiornati al 16 dicembre 2013 emerge che nel corso dell’anno sono sbarcati 1.975 minori in Sicilia, 660 in Puglia, 572 in Calabria e 18 in Sardegna. Un fenomeno, quello dei minori non accompagnati -spiega all’Adnkronos- il viceministro del Lavoro con delega all’immigrazione Maria Cecilia Guerra- che ha registrato una crescita significativa a partire dal 2011, in conseguenza della Crisi del Nord Africa”. E proprio per dare una prima risposta al problema, spiega Guerra, ”nella legge di stabilità sono stati stanziati 40 milioni per garantire ai migranti con meno di 18 anni che arrivano nel nostro paese senza i genitori una accoglienza ordinata e possibili percorsi di inserimento. Il fondo -sottolinea il viceministro- in precedenza poteva contare nel 2012 su 5 milioni, mentre nell’anno in corso è stato stabilizzato intorno a 20 milioni. L’importante somma di 40 milioni è stata possibile attingendo 30 milioni dal fondo di solidarietà dei comuni grazie ad un accordo con l’Anci”.

Una notizia, quella sullo sbarco di immigrati minori non accompagnati del 2013 che definirla allarmante forse sarebbe troppo, ma non lo sarebbe di certo,  a definirla preoccupante. 3.225 minori non accompagnati che, come prevede la legge, dovranno essere tutelati in apposite strutture fino a  quando non avranno raggiunto la maggiore età. Alla luce di ciò, e date le problematiche di non poco conto che innescano situazioni di questo tipo, oggi è a dir poco scandaloso  sapere che nel corso del 2013 la Ue non ha mosso un dito. Insomma, non ha manifestato per tutto il 2013  nessuna intenzione di proporre una soluzione definitiva, un progetto umanitario comune, o qualsivoglia altra soluzione che aiutasse l’Italia  a sostenere un impegno così gravoso ed altrettanto costoso. Chi non si ricorda  degli sbarchi che sono avvenuti nel canale di Sicilia nel 2013? Molto probabilmente se lo ricordano anche in Europa, ma non si ricordano di certo di aver recitato la parte dei piagnoni, quando si doveva mettere mano ai portafogli.

Non solo, hanno  anche aspettato quasi 8 mesi  prima di decidere di inviare un giusto contributo a sostegno dell’Italia. Ora, dati i numeri sopra citati, la problematica ora è veramente preoccupante, e di certo lo sarà ancora di più in primavera, quando il tempo comincerà ad essere più clemente e di conseguenza ideale  anche per l’aumento  degli  sbarchi. C’è poi la questione legata al finanziamento, che dovrà essere per forza definito nel minimo dettaglio a prescindere se si riuscirà o meno a risolvere tutta la questione. In sostanza, al fine di non ritrovarsi in situazioni non più gestibili, bisognerà che  una soluzione definitiva e collettiva in Europa sia assolutamente trovata. Infine, aggiungiamo una vergogna tutta italiana: alluvioni, terremoti, messa in sicurezza degli argini stradali, e tutto ciò che si è verificato nel 2013,  senza  che nessuno  abbia mai  trovato quei fondi necessari, non solo a  garantire la tutela dei Cittadini, ma anche a permettere, che quei luoghi potessero essere sanati per sempre. Concludendo, è dal regno d’Italia del 1848 ad oggi,  che leggiamo dello Stato italiano perennemente in debito, ma è la prima volta che leggiamo dello Stato  costretto a chiedere aiuti finanziari ai Comuni italiani.

Cosa potrebbe accadere, se non si riuscirà in brevissimo tempo a trovare i fondi necessari alla tutela dei cittadini italiani, che dopo aver  lavorato sodo tutta la vita, potrebbero ritrovarsi oggi in totale miseria? Ma soprattutto, cosa potrebbe accadere, se gli italiani  decidessero di aspettarvi  fuori dalle aule parlamentari, per prendervi a calci fino a quando non avrete deciso di andarvene per sempre?

logtwitt@FabrizioDalCol

 

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