Salvare l’Italia? Macché, è meglio darle il colpettino di grazia

di Fabrizio Dal Col 

Da oggi, fino alla fine di agosto, ripubblicheremo una serie di articoli scritti dal sottoscritto dal 2010 in poi, pubblicati anche da altri giornali. Questo è il primo: 24 Giugno 2013

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Il governo della strana maggioranza sta arrancando, non sa dove rastrellare risorse e non ha la più pallida idea di cosa fare,  mentre invece gli italiani le idee le hanno chiarissime e vorrebbero già spedire a casa a calci in culo tutta la classe politica che ha distrutto il Paese, ovvero quella parte più consistente che ancora risulta ben rappresentata anche in questo governo. I cittadini si sono già accorti che anche questo esecutivo non ha nessuna intenzione di tagliare in casa propria, e meno ancora pensa di “segare” quella montagna di costi che vanno ancora a finanziarie gli enti inutili, che diventano però molto utili quando si tratta di garantirsi lo zoccolo duro dei voti.

Ma allora a cosa è servito fare un governo se lo stesso rimane fermoe rispettoso della cosiddetta agenda Monti? Risposta facile: fare un governo di grande coalizione in Italia è servito solo all’Europa, prova ne sia che da un lato si è garantita la granitica certezza che gli impegni presi dall’Italia saranno rispettati, mentre dall’altro, dato che l’unione bancaria è alle porte e quella politica pure, ha dato ai soliti noti e per l’ennesima volta la più grande delle possibilità che poteva offrire: riciclarsi in Europa. Queste potrebbero anche essere la ragioni per cui la politica italiana soggiace senza se e senza ma alle volontà europee, e soggiace senza nemmeno provare a proporre qualcosa di straordinario che vada a modificare in meglio quello che dovrebbe essere il futuro stato Europeo. Se gli italiani fossero però messi davanti alla cruda realtà dei fatti, ovvero se attraverso una informazione degna di questo nome fosse spiegato loro quale fine ci dovremo aspettare, bene, se così fosse, non ci sarebbe cittadino che non chiederebbe di poter decidere attraverso un referendum.

Altra questione politica : davanti alla richiesta di ulteriori sacrifici, richiesti da questo governo, gli italiani sarebbero disposti ad accettarli oppure declinerebbero l’invito? Personalmente sono certo che non accetterebbero più niente, anzi, davanti alla verità, di questo ciarpame politico non resterebbe più nulla, ma ciò di cui non sarei certo è di come la gente si sbarazzerebbe dell’intero sistema di potere. Quando un Paese fallisce è normale che falliscano anche le sue regole, e di conseguenza è altrettanto normale se le stesse non possono più assumere quel valore di obbligo che gli viene attribuito. Insomma, quella in cui si è cacciata l’Italia è una situazione impossibile, e ora vien da chiledersi se abbia ancora senso o meno sperperare male gli ultimi denari per salvare un Paese che non è più salvabile o se sia invece preferibile dare un bel colpettino di grazia e accelerare la fine.

Per quel che mi riguarda, ho già scritto più volte proprio su questo giornale, di come l’Italia sia in realtà completamente in mano alla speculazione finanziaria, e di come questa finanza assassina stia di fatto lavorando per acquisire tutti gli asset economici italiani al prezzo di saldo, quindi, tanto varrebbe che gli italiani decidessero per il colpettino finale per reimpossessarsi delle proprie sovranità e per poter veramente decidere del proprio futuro

logtwitt@FabrizioDalCol

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