Indipendenza? Sia dall’Italia che da questa mostruosa Ue

di Fabrizio Dal Col

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Occhio gente, l’Italia sta per diventare una ‘cavia dell’Europa’. Come sappiamo il bel Paese è uno dei fondatori della Ue, e oggi conta 60 mln di abitanti con un patrimonio netto privato che vale quattro volte il debito pubblico nazionale. Ricordato ciò, è solo per tali ragioni se ancora oggi non è fallita, ma è anche per le stesse ragioni che ora rischia di diventare un progetto pilota europeo di ‘fallimento guidato’.

Dalla nascita del progetto Europa Unita la discussione politica più frequente tra gli stati membri ha sempre riguardato  il modello politico che avrebbe dovuto darsi. Quello più gettonato negli anni 50 e 70 è sempre stato il modello di una Europa dei Popoli e delle Regioni, ma dopo gli anni 70 e fino ai giorni nostri, salvo il periodo della Lega Nord negli anni 90, di tale modello non si è più parlato né in Italia e tanto meno nel resto del vecchio continente. Una premessa, quella di cui sopra, che ho voluto fare per collegare un nuovo e inevitabile corso politico italiano ad un nuovo scenario politico europeo.

L’Italia di oggi è esattamente lo stesso Paese ( a parte la crisi ) di quello che decise di partecipare all’adozione della moneta unica, infatti, nonostante siano già trascorsi quasi 14 anni, il debito pubblico nazionale italiano da allora è rimasto quasi uguale. Quindi, eravamo vicini al default 14 anni fa, ma siamo vicini al default anche oggi. E tuttavia l’Italia, oltre a ciò, è anche quel Paese che come modello più si avvicina alla Francia, e prova ne sia il diritto amministrativo che abbiamo ereditato con l’avvento di Napoleone. In sintesi, l’Italia  adotta ancora oggi una moltitudine di leggi di derivazione francese, ma diversamente dalla maggioranza degli  altri stati membri d’ Europa, è  nata da una unificazione ‘fasulla’ e per mano di mirabolanti eroi, e senza tener conto della complicità della Francia di Napoleone. Chi ancora oggi possiede la vecchia patente di guida, può ancora leggere “Permis de conduire” sulla prima facciata.

E così ’Italia e la Francia oggi sono i due stati unitari e centralisti molto diversi dagli altri stati europei, ma sono anche due stati fondatori della nuova Europa e hanno un peso politico non indifferente. Tutti e due, però, governano con lo stesso modello politico centralista e statalista, dove la burocrazia ( di derivazione francese ) e una produzione legislativa dissennata, continuano ad essere le vere colonne di quei due elementi legislativi e politici originariamente pensati per rinsaldare la centralità e l’unitarietà dei rispettivi stati. Mentre nel resto d’Europa i modelli più conosciuti sono quelli federali, l’Italia e la Francia hanno mantenuto il loro modello unitario e centralista, ovvero quel modello che oggi non può più competere con il resto degli stati europei, che invece, rimangono favoriti proprio perché federali.

Riassumiamo il tutto: questa Europa, che mira a diventare una Unione politica di stati, non ha ancora deciso quale dovrebbe essere il suo modello, ovvero non ha ancora deciso se vuole essere uno Stato sovranazionale unico, oppure se intende trasformarsi  in una federazione di stati. Ed è proprio qui, su questo punto, che i popoli d’Europa devono assolutamente incontrarsi prima che si costruisca uno Stato contro le volontà popolari. A Strasburgo e Bruxelles è necessario che nasca tra loro una alleanza politica che rappresentati gli interessi di ogni singolo popolo europeo, e che sia capace di  sovrastare trasversalmente i partiti di ogni singolo Stato dellaUe.

Dopo due guerre mondiali, i popoli del vecchio continente dovrebbero ora democraticamente ridisegnare il corso della storia, e anche far nascere quella Europa dei Popoli che i padri costituenti avevano nobilmente previsto nel 1952. Popoli liberi e indipendenti, ma non solo dal proprio Stato di appartenenza, anche da questa Europa, che oggi sta per preparare la stessa trappola che subirono i popoli italiani : l’unificazione “truffaldina”

logtwitt@FabrizioDalCol

 

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