Cambiamento impossibile: pur di sopravvivere, il regime preferisce il fallimento del Paese

di Fabrizio Dal Col

Cattura

Dopo la defenestrazione dei suoi tre predecessori, Berlusconi, Monti, e Letta, ovvero quei tre premier che politicamente rappresentavano la destra, il centro e la sinistra, il rottamatore Renzi ora capisce che è arrivato anche il suo momento. Infatti, dopo aver torturato gli italiani promettendo di tutto e di più, si rende conto che gli abitanti dello stivale lo stanno reputando un politico uguale a tutti gli altri.

A voler ripercorrere un pezzo di storia contemporanea italiana, dalla nascita della Repubblica fino ai giorni nostri, si scopre ovviamente che non sono trascorsi secoli, ma solo sessantasei anni. Se il tempo da allora ad oggi sembra relativamente poco, quello relativo alle riforme appare invece quasi  una eternità. In sostanza, durante questi sessantasei anni, la crescita italiana si è consolidata grazie anche agli incentivi postbellici, ma dal periodo successivo e fino ai giorni nostri, non ha mai avuto i giusti riguardi, per la realizzazione delle normative legislative occorrenti per il futuro, e tanto meno ha mai voluto applicare la maggioranza degli articoli della carta costituzionale italiana ancora inapplicati.

Il politico reggiano Meuccio Ruini, uno dei padri costituenti della Repubblica Italiana, dopo qualche anno dall’approvazione della carta costituzionale, dichiarò che i partiti facevano resistenza  e che non volevano saperne di applicare i principi sanciti dalla costituzione;  disse : “resta sempre fermo che la nostra Costituzione deve essere attuata”. Ruini, nel periodo successivo all’approvazione della Magna Carta, in qualità di Presidente del Senato istruì le procedure legislative necessarie volte a dare esecuzione ai precetti costituzionali, ma in una intervista ad un noto giornale esplose la sua rabbia dicendo: “la nostra Costituzione non è applicata in più norme e in più istituti; lo ho affermato e deplorato più volte; e lo ripeto ora… vi sono errori e responsabilità. Si è lasciato che dell’attuazione del testo costituzionale facessero bandiera e monopolio partiti che intendono avvalersi della Costituzione per promuovere al di là di essa un regime diverso e contrario”.

Quindi, alla luce di quanto sopra, definire politici quelle certe figure di partito che oggi parlano di riforme appare certamente un azzardo. Come abbiamo visto, il Senatore Meuccio Ruini  lo denunciava già a quel tempo, ma da allora ad oggi  i 2/3 della Costituzione vigente sono rimasti inapplicati. L’Italia è irriformabile perché è essa stessa ad essere nata con l’ inganno, ed è grazie quello stesso inganno se i partiti di oggi gestiscono un vero e proprio regime, un regime che preferisce governare il fallimento del Paese, piuttosto che correre il rischio di esautorare se stesso. Che l’Italia Unita sia nata con l’inganno lo dimostrano innumerevoli testi istituzionali, libri, e fatti concreti ed è proprio nella sua unità che oggi va ricercata la fonte inesauribile di produzione della sua burocrazia, ovvero di quel elemento fondamentale e necessario a continuare a produrre corruzione, statalismo, assistenzialismo e dirigismo.

Ecco allora da dove deriva il potere incontrastato dei partiti, ed ecco il motivo per cui le continue promesse di cambiamento dell’ex sindaco fiorentino appaiono inapplicabili. Di più: sono inapplicabili perché si insiste a non applicare la Costituzione, in quanto dalla sua mancata applicazione proviene il potere eterno del regime instaurato dai partiti.

logtwitt@FabrizioDalCol

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