Ue fallita, le rivolte popolari dietro l’angolo

di Fabrizio Dal Col

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La vera corsa alla costituzione dell’Europa politica è iniziata nel 2007 con l’avvento della crisi dei sub prime USA. Una crisi finanziaria, quella degli USA, che era stata largamente prevista da tutti gli analisti economici sparsi nel mondo. Ma che gli USA figurassero già in quel periodo come i veri inventori della moneta unica europea solo in pochi lo sapevano, e anche quei pochi non avrebbero mai immaginato che per loro fosse uno strumento utile a indebolire gli stati europei e accaparrarsi cosi i mercati vergini dell’est.  Con il 2001, dopo che la moneta unica era stata adottata dai principali stati europei, è iniziata una parabola di declino in tutta l’Unione Europea e di conseguenza sono anche scaturiti tutti quei danni economici, che lungi dall’essere risolti, continuano invece a incrementare i debiti degli stati membri. Insomma, il 2001 è stato quell’anno che più ha evidenziato la crescita dei mercati vergini dell’est, ma anche quello che ha dato l’inizio all’indebolimento economico di tutta l’Europa.

Ciò detto, in otto anni di crisi, e alla luce dei fatti, la moneta unica europea, che doveva agevolare la costituzione della Ue politica, ha invece assunto il ruolo di un virus capace di contagiare tutta l’Europa, le cui conseguenze sono oggi visibili con l’impoverimento senza fine di tutto il Vecchio Continente. Ciò nonostante, l’Europa politica che vorrebbero costituire oggi in fretta e furia, non è certo l’Europa dei popoli e delle regioni tanto strombazzata in passato. Oggi però, il complesso sistema di potere che guida la Ue non è più in grado di portare a termine il suo progetto iniziale, e sta per materializzarsi per quello che invece è sempre stato: una alleanza massonica tra poteri, per costituire un “Nuovo Ordine Mondiale”, senza il quale, non potrebbe mai nascere l’Europa politica. Insomma, per i popoli europei sarebbe una vera catastrofe, peggiore della pestilenza che invase l’Europa di un tempo, e sarebbe quella di finire dentro a una cloaca a cielo aperto e non uscirne più.

In sintesi, i popoli verrebbero cancellati da una Europa aliena alle loro origini; da un lato costituita dalla finanza, dal sistema bancario, dalle multinazionali, da “statisti senza stato”, e dall’altro dai bojardi borderline, i burocrati, i premier  del consiglio d’Europa, un nutrito esercito europeo, e nuovi  “prefetti” in rappresentanza di un nuovo sistema centralista di Stato sovranazionale unico, mentre invece, i popoli finirebbero per diventare un grande agglomerato di nuovi sudditi moderni privi di tutto, così come la storia ci ricorda del passato solo che in versione moderna. Di recente, negli USA sta accadendo un percorso analogo, ma non è affatto quello che potrebbe invece accadere in Europa, è esattamente il contrario: sta accadendo che diversi stati americani si stanno già sollevando ai soprusi del potere, e alcuni di loro hanno già avviato il procedimento di autodeterminazione per diventare stati liberi e indipendenti.

Concludendo, nella storia le unificazioni forzate hanno sempre prodotto guerre e miserie, e sempre la storia, anche quella più recente, ci ha dimostrato che tosto o tardi, per tali motivi arrivano sempre a sgretolarsi. Oggi le guerre non sono più armate, sono finanziarie, ma ridurre il benessere dei popoli per dominarli non è facile come in passato, figurarsi se a dominarli oggi si dovesse utilizzare la via cruenta. Ecco perché, a mio parere, è sbagliato costituire una Europa politica solo per questioni finanziarie, e soprattutto se si pensa all’era tecnologica in cui viviamo, dove le rivolte popolari sarebbero si incontrollabili, ma avrebbero anche un nemico comune in tutta Europa; la dittatura camuffata da democrazia. Quindi, il 2017potrebbe essere veramente l’anno delle rivolte popolari, ma anche la fine definitiva dell’Europa.

logtwitt@FabrizioDalCol

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