Olanda, nasce commissione parlamentare per uscire dall’euro

di Redazione Wall Street Italia

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Proprio quel parlamento olandese dove Mario Draghi ha tenuto un’audizione in settimana lodando i progressi economici dell’Eurozona ha dato la luce a una commissione per l’uscita dall’Eurozona. L’Olanda diventa così il solo paese virtuoso con tripla A dell’area euro a non escludere la possibilità di abbandonare la moneta unica.

L’idea di aprire un dibattito parlamentare serio sulla questione, nata a marzo prima delle elezioni che hanno visto la vittoria di potrebbe essere ripresa anche in altri Stati membri del blocco dove la questione è ancora tabù nonostante diversi economisti, anche Premi Nobel come Joseph Stiglitz, abbiano messo in discussione la validità e i benefici della moneta unica in un’area costituita da paesi così diversi fra loro.

Persino Wolfgang Schaeuble, il falco ministro dell’economia tedesco, di recente ha ammesso che il surplus commerciale gigantesco della Germania è dovuto “anche” all’euro.

La commissione parlamentare, nata dopo il voto del 15 marzo, sarà incaricata di stabilire se si può abbandonare la moneta unica e in quel caso come andrebbe fatto. Per arrivare a queste conclusioni verrà esaminato quale sarà il futuro della moneta unica, per vedere se all’Olanda conviene rimanere oppure uscire dall’euro.

A portare avanti questa inchiesta è il consiglio di stato, l’organo che fornisce consulenza legale al governo. L’idea è venuta dopo che le politiche di tassi ultra bassi della Bce hanno penalizzato diversi risparmiatori olandesi, in particolare i pensionati, e nasce anche dai dubbi sulla legalità del programma di acquisto di bond.

L’aspetto sorprendente di questa vicenda è che a chiedere questa inchiesta non è stato un parlamentare del partito di Geert Wilders bensì Pieter Omtzigt, parlamentare euroscettico del partito d’opposizione cristiano democratico, il quale ha motivato questa richiesta col fatto che la politica monetaria della Bce ha danneggiato enormemente l’economia olandese. E quindi è arrivato il momento di vederci chiaro, su questa moneta tossica.

Durante l’intervento di Draghi, usando la stessa logica con cui il capo della Bce aveva risposto a una domanda dei deputati del M5S sui costi che graverebbero sull’Italia in caso di uscita dell’area euro, citando l’enorme deficit italiano sul bilancio dei pagamenti Target 2, un deputato olandese ha chiesto alla Bce la restituzione di 100 miliardi euro in caso uscita dall’area euro. I calcoli si basano sul fatto che l’Olanda è in credito nei confronti della Bce e non in debito come l’Italia.

Il deputato olandese ha rilevato che l’Olanda vanta un surplus di circa 100 miliardi di euro verso il sistema Target 2, e di conseguenza ha chiesto a Draghi se, applicando il medesimo ragionamento applicato all’Italia, “allora se uscisse dall’euro l’Olanda dovrebbe avere 100 miliardi indietro”. Draghi ha liquidato ogni ipotesi di uscita dall’euro ribadendo che la moneta unica “è irrevocabile, e questo lo dice il trattato”. Alla fine dello scambio con Draghi, il deputato ha detto “staremo a vedere, allora”. Draghi ha replicato: “staremo a vedere, di sicuro”.

fonte: wallstreetitalia

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