2018, il riscatto degli italiani: “una insorgenza” azzererà il sistema di potere

di Fabrizio Dal Col

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Tempo scaduto, mentre l’Italia viaggia spedita verso l’autodistruzione, i politici lavorano per lo scranno, i vitalizi, i privilegi. E per realizzare tutto ciò si preparano a costruire un bunker politico per salvarsi dalla catastrofe. Lo scenario è diventato più evidente dopo il referendum, con le dimissioni dell’ex premier Renzi che ha pensato subito di non perdere quella poca credibilità politica che ancora detiene, per reinserirsi nel circolo politico dei privilegiati.

Ora in Italia non c’è più nulla da salvare, nemmeno gli italiani in povertà assoluta in continuo aumento, avendo già superato i 4 mln. A questi si aggiungono coloro che sono rimasti senza risorse dopo la riforma pensionistica, e quelli che hanno sacrificato i propri beni per continuare a campare. Se guardassimo alle discriminazioni di stato sembrerebbe che siano già stati “barattati” con i migranti, col risultato che oggi l’Italia si sta trasformando in un paese razzista al rovescio. Tutto ciò, per accontentare i giochi di palazzo di una Ue che oggi non ha più ragione di esistere, mentre l’Italia in Europa calava le brache ritenendola utile a ottenere in cambio gli aiuti necessari a far sopravvivere la politica che l’ha sfasciata.

In sostanza, nel 1992 l’Italia era già un paese fallito e senza più i requisiti necessari a partecipare all’entrata nell’euro, e solo dopo la sua deindustrializzazione la Germania ha garantito per l’Italia la partecipazione alla Ue. Il declino italiano risale quindi al 1992, quando dal dopoguerra ad oggi il debito è stato provocato dal potere politico raggiungendo così il suo massimo apice. In sintesi, i politici di allora e quelli di oggi, invece di rimediare al disastro finanziario provocato, hanno preferito continuare a galleggiare consapevoli che la moneta non si sarebbe più potuta svalutare, provocando così un nuovo rialzo del debito e l’accelerazione verso il default.

Nonostante ciò, oggi continuiamo a vedere i soliti intrallazzi di potere, il menefreghismo, le ruberie, le corruzioni, il consenso, i voti di scambio, e poco importa se il debito continua a crescere, tanto sanno che gli italiani hanno un capitale privato di 8.500 mld di euro, e la maggior parte dello stesso è investito nelle prime case. Insomma, il Paese è alla deriva, ma la politica della cancellazione dei popoli e delle identità, continua ininterrottamente la sua corsa attraverso una invasione pilotata di finti migranti. Riassumendo, l’Europa della finanza cospira e complotta ai danni degli stati membri, anche se in molti casi si accorda con gli stessi pur di proseguire il percorso che dovrebbe portarla a gestire un unico stato sovranazionale; l’Unione Europea.

Alla luce di ciò, oggi l’Italia impaurisce l’Europa, la quale aveva scommesso su Renzi per le riforme che tanto chiedeva, ma dopo la sua sconfitta referendaria, le certezze si sono trasformate in fallimento, mostrando così le debolezze a tutto il Vecchio Continente. Ecco che allora il 2018 diventerà l’anno di riscatto degli italiani. Si, avete letto bene, degli italiani, già oggi si percepisce che non sono più disposti a subire le angherie di stato, le discriminazioni, e le rinnovate ingiustizie che oggi cominciano a odorare di razzismo, figuriamoci rimanere in queste condizioni per tutto il 2018. Gli Italiani, sempre derisi, oggi sono cambiati per costrizione. Non sono disposti a perdere la propria dignità, a ipotecare il futuro dei figli, a mettere a repentaglio la famiglia, e soprattutto, a trascurare coloro che fino ad oggi hanno contribuito a salvare intere famiglie. Sarà “una insorgenza” ad avviare l’azzeramento del sistema di potere, e sarà una insorgenza dei popoli di tutta Europa ad adottare lo stesso strumento.

 

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