Fmi all’Italia: “Tassate le proprietà immobiliari”

di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – La ricetta per aumentare l’occupazione e combattere le disparità sociali è nel taglio al cuneo fiscale. A dirlo il Fondo monetario internazionale che indica anche al nostro paese dove recuperare le risorse per abbattere il costo del lavoro, ossia tassando le proprietà immobiliari.

“L’Italia dovrebbe razionalizzare le agevolazioni fiscali, allargare la base imponibile e istituire una tassa moderna sulle proprietà immobiliari“.

In concreto l’istituto guidato da Christine Lagarde lancia un assist al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, certificando che in Italia, così come in Francia, c’è spazio anche per un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale, un tema molto dibattuto negli ultimi giorni tanto che si era ipotizzato un aumento Iva per tagliare proprio il costo del lavoro, ipotesi poi messa da parte visto le polemiche anche da parte dell’ex premier Matteo Renzi.

A questo punto potrebbe invece prendere piede l’idea lanciata dall’Fmi che in concreto  suggerisce al nostro paese di aumentare il gettito del prelievo sulla casa o di istituire una patrimoniale secca. Una decisione che viene già additata da più parti come la mazzata ulteriore su un settore come quello immobiliare già in crisi e che si riverserebbe su tutta l’economia italiana visto che il mattone è legato al Pil.

Nel coro di proteste si leva quella del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa che nei giorni scorsi, come rivela Monitorimmobiliare, ha sottolineato come in base ai dati forniti dalla Commissione europea, la pressione fiscale sugli immobili nel nostro paese è superiore al 300 per cento di quella tedesca.

“Quanto alla distinzione fra tasse buone e tasse cattive gli studi basati su tecniche econometriche rigorose dimostrano che aumentare la tassazione sulla proprietà ha conseguenze negative sul Pil. In Italia è stata intrapresa questa strada, dal 2012, e gli effetti sull’economia sono sotto gli occhi di tutti (…) Bisognerebbe invertire la rotta, altro che perseverare nell’errore”.

logtwitt@FabrizioDalCol

fonte: wallstreetitalia

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