L’Italia? Pronta a consegnarsi alla troika

di Fabrizio Dal Col

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I politici? Oggi non sanno più cosa inventarsi, le balle non incantano più nessuno, ecco che allora sostengono la rinascita economica dell’Italia, citando in continuazione l’aumento di un Pil che vale lo zero virgola. Il BelPaese è già fallito, e lo sanno, ma non hanno la sufficiente coscienza, per capire come siano stati in grado di stremare gli italiani con le loro politiche assurde, e si prodigano per mantenere inalterato il proprio stile di vita.

Già, proprio così, e mentre la popolazione procede spedita verso il declino finale, i politicanti italiani stanno facendo di tutto pur di arrivare alla metà di settembre, che è il mese in cui il vitalizio diventerà salvo. Ma non gli basterà, non si accontenteranno, sanno di poter rimanere ancora in pista senza dover pensare alle responsabilità del fallimento italiano, che cederanno volentieri alla troika insieme allo scettro di governo. Così facendo, lo smantellamento di ciò che resta dell’Italia non sarà per colpa loro, ma della troika, che dopo aver spolpato del tutto la Grecia, potrà garantirsi di far man bassa di ciò che ancora resta dell’Italia.

Molto presto dovremo chiederci quanto ancora possa stare in piedi questa Italia, ecco che allora diventerà una inevitabile necessità tagliare gli ultimi costi rimasti per evitare una catastrofe certa; l’assistenzialismo, le pensioni fasulle, le partecipate di stato, i finanziamenti alla stampa, quelli dei partiti, gli stipendi, i funzionari inutili, gli enti inutili, le società di stato, e così via. Tuttavia, l’Italia non è la Grecia, non ha 11 milioni di abitanti, ne ha più di sessanta, ma detiene anche il più grande capitale privato di tutto il Vecchio Continente: 8.500 miliardi, l’80% degli abitanti italiani possiede una casa mentre la media europea è del 35%.

Quindi, l’accanimento finanziario, che la Ue ha sempre utilizzato come strumento di ricatto su tutti gli stati membri, ora sta per diventare un grande problema per la sua stessa esistenza. Infatti, l’austerity, che continua ad essere il mantra della Germania e di alcuni suoi alleati, ora sta producendo una moltiplicazione di movimenti politici che si stanno schierando contro la moneta unica e la Ue. Ma oggi è in ritardo, non gli sono bastati i decenni consumati a costruire la Ue politica senza mai riuscirci, e la grande finanza ha preso il sopravvento, prima che possa capitolare senza aver ottenuto la costituzione di un unico stato sovranazionale unico.

In sostanza, Il regno Unito lo aveva già capito, ecco perché ha deciso per la Brexit, e così facendo, per il momento diventerà l’unico stato capace di evitare il meccanismo dell’unificazione forzata, che l’Europa ha in mente di utilizzare impoverendo ancora di più gli stati membri. Gli aiuti agli stati diventeranno inevitabili, e inevitabili diventeranno anche i debiti che in futuro solo la Ue politica li gestirà per tutti. E I politici? Tutti i giorni ci dicono che grazie alla Ue abbiamo vissuto per 70 anni senza nessun conflitto, ma è una balla, è grazie agli stati nazionali sovrani che si è garantita la pace per 70 anni.

Quindi, se l’Italia farà l’errore di consegnarsi alla troika, diventerà presto il “cavallo di troja” necessario alla Ue a salvarsi dalla sua autodistruzione. Ma sarebbe come se l’Italia fallisse per due volte: la prima per abdicare le sue sovranità per favorire la troika, la seconda per aver contribuito a salvare una istituzione aliena ai popoli che la abitano.

logtwitt@FabrizioDalCol

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