Stati generali e nuova costituente, solo così si salva l’Italia

di Fabrizio Dal Col

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Dopo la seconda guerra mondiale, con gli aiuti americani l’Italia cominciò a combattere la miseria che l’aveva soffocata. Ma la politica, già allora invasa da una moltitudine di partiti, ha pensato bene di approfittare della situazione per garantirsi un potere inattaccabile. Giuseppe Verdi, durante l’unità d’Italia, in un articolo profetico pubblicato dai giornali, scrisse già allora la sua analisi sul futuro dell’Italia:

Cosa faranno i nostri uomini di Stato? Coglionerie sopra coglionerie. Ci vuole altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. Quando i contadini non potranno più lavorare ed i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame. Cosa singolare! Quando l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti! Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati. Ma dove sono le ricchezze di una volta? Addio, addio.

Se pensiamo che l’Italia ha ancora in corso una parte del diritto amministrativo di Napoleone, ( basta guardare alle patenti di guida che avevamo prima, dove in copertina ci sta scritto “permise de conduire”) allora si capisce subito che la politica, pur di continuare a mantenersi un potere inattaccabile, non cambierà mai nulla. Da allora ad oggi, continua a fare di tutto per alimentare la burocrazia, e lo scopo è sempre rimasto lo stesso: garantire il potere a tutte le sue forze politiche. Infatti, Meuccio Ruini, deputato e padre costituente della Repubblica Italiana, nel 1948 dichiarò a tutta la stampa nazionale che i partiti non volevano saperne di applicare la Costituzione. Infatti, i due terzi della stessa ancora oggi non sono applicati, e non lo saranno mai fino a quando il fine dei partiti è il potere per il potere.

Detto ciò, sostengo fin dal 1990 che solo un agente esterno può cambiare un assetto interno, ma non mi pare proprio che esistano forze politiche capaci di produrre azioni politiche democratiche attraverso il diritto internazionale. Ciò che invece cambierebbe veramente l’Italia, sarebbero le forze politiche popolari extraparlamentari, che fungono da agente politico esterno, una sorta di lobby politica popolare, capace di azzerare la politica attuale.

In sostanza, sarebbero proprio gli strumenti democratici popolari a imporre gli Stati generali e una nuova Costituente di estrazione popolare, ecco che allora, della politica che conosciamo oggi non rimarrebbe nessuna traccia. Solo così si potrebbe pensare di salvare l’Italia, e allo stesso tempo anche ottenere una marea di credito internazionale. Un nuovo Stato federale italiano che nasce, ha tutti i diritti di negoziare le schifezze sottoscritte con questa Europa fasulla, che si è appropriata delle sovranità violando la Costituzione Italiana.

l’Europa da 70 anni vive in pace e senza conflitti, dicono la maggioranza dei giornalisti e dei politici, ma io mi chiedo: ma questi sanno che la ex Jugoslavia unificata con la forza è fallita ? Che la Slovenia e la Croazia sono diventati degli stati da poco e l’Europa li ha già impoveriti ? Sanno che la Cecoslovacchia si è divisa tra Cechi e Slovacchi ? Sanno che la pace in Europa è scaturita solo grazie alle economie di ogni singolo stato nazionale ? Se lo sanno, allora sono solo manipolatori della verità e sostenitori di uno stato farlocco che si chiama Europa.

logtwitt@FabrizioDalCol

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