M5S vuole una nuova alleanza in Ue, pensa di contare di più con i liberali

di Fabrizio Dal Col

grillo-farage

Quasi tutti i giornali italiani oggi sono sulla notizia che arriva dal blog di Grillo, che è quella di votare online per il futuro del M5S in Europa. In sintesi, si tratterebbe di cambiare l’alleanza che un tempo era quella con il Ukip di Farage, per far nascere un nuovo gruppo con Alde (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa).

Carlo Sibilia, deputato del M5S, su Facebook definisce Alde come “il gruppo più europeista e federalista esistente al Pe” che ha considerato “i sette punti per l’Europa del M5s come ‘completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa’ definendo il M5s ‘profondamente anti Europeo’ e il suo programma ‘irrealistico e populista’”. E conclude: “Decidete se meglio soli o male accompagnati e un po’ ipocriti”.

Di più, il deputato precisa: Ecco cosa diceva il gruppo ALDE di noi meno di 3 anni fa :

“Per completezza, si segnala che anche “Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE)”, il gruppo più europeista e federalista esistente al PE, ha espresso una posizione unitaria, la quale tuttavia ha considerato i sette punti per l’Europa del M5S come “completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa” definendo il M5S “profondamente anti europeo” e il suo programma “irrealistico e populista”. ALDE è anche favorevole alla clausola ISDS nel TTIP. E quindi al TTIP stesso. Del resto se si definiscono liberali ci sarà un motivo. ALDE ha boicottato tutte le candidature del M5S alla presidenza e alla vicepresidenza di commissioni del parlamento europeo. Decidete se meglio soli (vi ricordo che il parlamento europeo non ha iniziativa legislativa, cioè, per intenderci i deputati non possono proporre leggi) o male accompagnati e un po’ ipocriti.

Detto ciò, come ho già anticipato sulla pagina Venets di Facebook, Grillo stavolta sbaglia. Cambiare gruppo per contare di più in Ue è inutile, sarebbe un giochetto politico di vecchia data, e significherebbe accettare che l’istituzione europea continui a distruggere i popoli. Poi c’è il quesito politico che il movimento dovrà sciogliere: quello se questa Europa non ha più ragione di esistere, oppure se ritengono di poterla cambiare dall’interno. Ma la maggioranza dei popoli è ormai nettamente contraria a questa Ue, al punto che oggi la ritengono una istituzione non più credibile, mentre non si capisce ancora se per il M5S s’ha da fare oppure no.

Tuttavia, appare già evidente oggi che l’Unificazione europea è destinata a commettere gli stessi errori del passato, quando con le unificazioni forzate si è sempre fallito e provocato distruzioni economiche negli stati nazionali del Vecchio Continente. Se il M5S decide di contare di più nella Ue, è inevitabile che vada far parte di quella enclave che ritiene di doverla salvare, ovvero di scegliere la via di cambiare il parlamento europeo dall’ interno. In effetti, Grillo lo aveva detto anche per il parlamento italiano, ma diversamente da quello italiano il parlamento Europeo non ha iniziativa legislativa, ovvero, i deputati non possono proporre leggi. Insomma, il parlamento europeo non ha mai contato un tubo, mentre la commissione ha sempre deciso attraverso i leader di ogni stato membro. Quindi, a che serve contare di più se poi a decidere rimangono sempre i membri della commissione? Se così facendo si si crede di imporsi, allora viene da chiedersi quale sarebbe lo strumento che intenderebbero adottare.

Una scelta, quella del M5S, che andrebbe a determinare un cambiamento all’interno della sua base, e una accelerazione ad un percorso politico alieno a quello che vogliono i popoli oggi. Oltre a ciò, il rischio in corso sarebbe quello di mettersi contro le ondate popolari, che mirano a ripristinare le proprie culture e tradizioni, oltre a ripristinare anche i confini dei propri territori. Quindi, L’Unione Europea, che  serve solo alla finanza e non di certo all’economia reale, lavora invece alla costruzione di uno stato sovranazionale unico, cancellando così l’unico strumento di prosperità possibile, che è appunto il ritornare ad una economia reale territoriale in ogni singolo stato. Ed ecco che con questo meccanismo, costringerebbero gli stati membri a cedere le rimanenti sovranità popolari rimaste, e la fine degli stati nazionali, così come li conosciamo oggi, sarebbe definitivamente segnata.

logtwitt@FabrizioDalCol

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