Italia vicina all’implosione. Ora non si azzardino a toccare gli italiani

di Fabrizio Dal Col

fallimento

E’ incredibile. Dal dopoguerra a oggi l’Italia è sempre stata controllata dalla politica con il voto di scambio. Senza il piano Marshall, concesso dall’America dopo la guerra a tutti gli stati del Vecchio Continente, non ci sarebbe mai stato il boom economico dell’Italia negli anni 70. Ora veniamo ai giorni nostri, la crisi finanziaria, e non economica come vorrebbero farci intendere, dura ormai da 8 anni, e la politica, nonostante non ci sia ancora un dato economico che faccia pensare a un futuro migliore, continua a ostentare certezze sul futuro dell’Italia.

Ma le certezze senza numeri veri e concreti diventano solo slogan da bar, e visto che in 8 anni i numeri sono anche peggiorati, ora si inventano una montagna di balle pur di depistare un disastro inarrestabile. Insomma, la politica parla a vanvera, e non sapendo più che pesci pigliare, invita la gente comune a spendere pur di favorire una crescita, che non ci potrà mai essere se le tasse continuano ad aumentare.

Non è necessario essere intelligenti per rimediare ai disastri fin qui conseguiti negli ultimi vent’anni, basterebbe essere onesti, avere coscienza e rispetto verso gli italiani, e stabilire immediatamente un taglio esemplare sugli 850 mld di euro di spesa pubblica. Oggi, basterebbero 200 mld degli 850 per cambiare radicalmente l’Italia, ma Il governo Renzi, quello che aveva annunciato i grandi cambiamenti, in due anni e mezzo di attività ha partorito solo una montagna di decreti del tutto inutili, e le liberalizzazioni, queste sconosciute, sono rimaste solo carta straccia, anzi, per fare cassa immediata si sta appropriando delle finanze comunali senza il bisogno di utilizzare nessun slogan, quasi fosse un diritto esercitare il  potere in modo astuto e ambiguo.

Dopo Berlusconi era arrivato Monti, durato poco più di un anno, poi Letta anche lui durato un anno, e ora Renzi da due anni e mezzo fino a ieri ancora premier. Quindi, sono quattro i premier che si sono avvicendati senza approvare qualcosa di veramente concreto per gli italiani. Ma è proprio Renzi ad aver avuto la chance migliore; con la presidenza per il semestre europeo, avrebbe potuto imporsi sulla linea economica della Ue, e invece ha dimostrato subito di non avere i requisiti per il ruolo che riveste, soprattutto per essersi circondato da dilettanti.

Detto questo, dopo che la politica si è ingrassata per 50 anni, dopo che si sono ingrassati i maestri del voto di scambio, i faccendieri, capi, capetti, funzionari, presidenti regionali, sindaci, assessori, regioni, province, comuni, e tutto ciò che circonda la politica, ora si avvicina il capolinea per i partiti e le loro élite. Quindi, sono costretti alle solite soluzioni del passato: mungere gli italiani e creare un governo di emergenza nazionale con uno slogan ormai consegnato alla storia: – “per il bene del paese staremo tutti insieme per salvare l’Italia”-.

Insomma, come fece un tal Benito nel passato, chiederanno agli italiani “l’oro per la patria” ? O gli rifileranno nuovamente panzane?. Oggi, sappiamo che #Italexit è il timore più grande della Ue, quindi, mettendosi nelle retrovie per cercare di salvare il loro “impero politico”, i politici italiani, tutti assieme, potrebbero decidere di fare da comparsa alla troika, e accusarla subito dopo come responsabile dei danni comminati, così come è accaduto in Grecia. L’Italia però non è la Grecia, e una tale partita non potrebbe che essere drammatica; non  credo sia possibile far stare ancora tranquilla la popolazione, e non basterà nemmeno il solito governicchio del “tutti dentro” per rinviare le elezioni al 2018. Se faranno ancora il tentativo di infinocchiare gli italiani, si accomodino pure,  stavolta saranno inevitabili le rivolte cruente.

logtwitt@FabrizioDalCol

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