Se vince il No, gli italiani passeranno alla storia per aver fermato questa Ue

di Fabrizio Dal Col

eu-massonica

La Commissione europea e il Consiglio europeo, sono consapevoli che la vittoria del No determinerebbe la fine di questa Europa. Jean Claude Juncker ha scelto il Sí, ma sottovoce, tra i suoi fedelissimi si sussurra che non abbia voluto fare campagna per Renzi, per troppa paura di un effetto devastante.

Bruxelles, con il referendum italiano in corso, non può che osservare cosa possa provocare una vittoria del No. Secondo i bojardi d’Europa, incapaci perfino di capire una riforma dell’aria fritta, da un lato pensano che l’Italia potrebbe essere veramente modernizzata, credendo che potrebbe affrontare le future sfide. Dall’altro lato immaginano che il No porterebbe a nuove elezioni, soluzione però, che vedrebbero come fumo negli occhi, quando invece dovrebbero meditare su una probabile ondata degli stati membri contro questa Ue.

In sostanza, se Renzi dovesse perdere il referendum, nel Pd si verificherebbe una spaccatura che procurerebbe un cambio generazionale senza precedenti. Infatti, il premier ha voluto cambiare la linea politica del Pd, ma non solo, anche una buona parte della sua minoranza interna, importando però il vecchiume politico degli altri partiti. Ecco che, alla luce dei fatti, una rifondazione del Pd diverrebbe scontata, e la rinascita di un nuovo partito democratico liberale, potrebbe avvenire con l’appoggio dei socialisti europei.

Tuttavia, la sconfitta referendaria del premier innescherebbe una girandola di poltronisti senza precedenti; quelli desiderosi di salvarsi lo scranno eterno, quelli che si accaseranno in altri partiti, e quelli che cercheranno di riciclarsi nelle partecipazioni statali. La Lega, (senza Nord), sta tentando di modificarsi, ma è troppo grande e chiacchierata la compagnia di destra, per cui  Salvini cerca solo di rastrellare un consenso a livello Italia. Il Movimento cinque Stelle è invece il grande incubo di Bruxelles, che fino a ieri lo credeva poco credibile, ma che oggi teme per una sua probabile coalizione con il resto d’Europa.

Infatti, Grillo vorrebbe un referendum sulla moneta unica, ma per i suoi fans, il ritorno alla vecchia Lira é si fondamentale, ma lo è anche il referendum sulla permanenza nell’Unione. Referendum che in Francia Marion Le Pen, ha già dichiarato di voler indire in caso di vittoria. E anche in Austria, si prospetterebbe la stessa cosa se oggi dovesse vincere Norbert Hofer,  Insomma, per la Ue, perdere un Paese forte come l’Italia sarebbe un colpo mortale, e l’effetto domino su mezza europa diverrebbe inevitabile. La Francia, non sarebbe di meno soprattutto ora che Hollande ha deciso di nion ricandidarsi, e l’appuntamento referendario, visto che la brexit è già realtà, sarebbe già scontato. Rimarrebbe solo la Germania, che sappiamo già oggi  in quale direzione vuole andare, ma la sua solitudine potrebbe anche nascondere degli alleati pronti a sostenerla.

Detto ciò, visto che lo scenario finale della Ue porterebbe la Germania a diventare leader del futuro stato europeo, e visto che la Merkel non ha mai accusato la Ue di essere burocratica e inutile, non è difficile immaginare che la Germania arrivi a concretizzare un pseudo quarto Reich. Quindi, alla luce di ciò, gli stati uniti d’Europa non li vuole più nessuno, e dato che la crisi ha evidenziato la facilità con la quale si potrà distruggere le identità dei popoli, ecco che si spiega chi sono i pirla che parlano gratuitamente di populismo. In sintesi, chi condanna i populisti sono sempre gli stessi; I bojardi d’Europa, gli affari finanziari, la finanza in generale, il grande capitale, la massoneria, e tutti i partiti che li sostengono in cambio dei vantaggi. Occhio però, se vincesse il No, gli italiani tanto bistrattati da mezza europa, potrebbero invece passare alla storia per aver fermato questa Europa fasulla.

logtwitt@FabrizioDalCol

Advertisements