L’Italia non c’è più, dopo le feste sarà collasso

di Fabrizio Dal Col

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            Molto presto dovremo guardare in faccia alla realtà e prendere definitivamente atto che l’Italia non ce la fa più. Il Paese, come lo abbiamo conosciuto, non potrà più tornare come era prima; quattro governi farlocchi lo hanno ingessato definitivamente, per  sottostare a una Ue che non ha più ragione di esistere. Insomma, i quattro premier di fila hanno osannato la ripresa economica come se fosse una cosa certa, ma i fatti si sono dimostrati tutt’altro e oggi possiamo dire che è accaduto l’esatto contrario. Ma oggi c’è il quarto premier, Renzi, lo specialista dell’ottimismo, quello che cerca di fare una riforma pro Ue senza prendere coscienza di una cruda e inarrestabile realtà, e continua a parlare di una ripresa economica che non avverrà mai, se non in piccole e blande forme a macchia di leopardo.

                Troppo poco per pensare di rilanciare l’Italia finita in un “cul de sac” grazie a quattro premier che non hanno ha mai avuto il coraggio di dire la verità agli italiani. Siamo entrati nella Ue, e in quel momento non avevamo nemmeno i requisiti per farlo, solo perché la Germania ha garantito per l’Italia, ma lo ha fatto perché ha ottenuto in cambio la sua deindustrializzazione. Oggi, con la crisi che ha denudato gli intrighi di stato, Prodi e Monti hanno dovuto ammettere pubblicamente che è andata così, ma nonostante tutto ciò, persistono a parlare di Europa unita, e non si rendono nemmeno conto, che sono dei signor nessuno che non hanno mai chiesto il parere agli italiani, anzi, Prodi ci ha addirittura affibbiato una tassa di 50mila lire (con la certezza di restituirla e non lo ha mai fatto) per partecipare alla Ue.

                Questi fenomeni della finanza non capiscono un tubo di economia politica, e nemmeno di unificazioni forzate, che è quello che vorrebbe fare questa Europa, senza sapere che quelle tentate negli ultimi 60 anni sono tutte fallite. Parlano di economia, ma capiscono solo di finanza, così si sono dimostrati veramente per quelli che sono: degli statisti senza stato, aspiranti politici inutili senza capacità politiche, responsabili di aver lasciato l’Italia in balia di una Europa farlocca. In Italia si parla di riforme dal 1948, quando Meuccio Ruini, uno dei padri costituenti la Repubblica Italiana, dichiarò a tutta la stampa nazionale che i partiti non volevano saperne di applicare la Costituzione, e ancora oggi, i 2/3 della stessa rimangono inapplicati. Basterebbe applicarla questa Costituzione, ma non lo fanno, perché i partiti preferiscono il potere al fine di garantirsi il voto di scambio e lauti affari per l’eternità. E così, invece di modificare la forma di stato, unica via per modernizzare il Paese, pur di avere ancora più poteri continuano a modificare quella di governo.

                Renzi si crede ormai l’unico vero statista che abbia mai avuto l’Italia, quando invece è solo un politico mediocre, arrogante, presuntuoso, e inutile. L’Italia di oggi avrebbe la necessità di trasformarsi in un moderno stato federale, risparmiando una montagna di miliardi rispetto ai costi del corrente stato unitario, ma del sistema federale i partiti se ne fanno un baffo, perché comprometterebbe definitivamente i loro interessi. Renzi avrebbe potuto dimostrarsi un vero statista, ma ha preferito accasarsi alla finanza che guida la Ue, piuttosto di salvare l’Italia da un inevitabile e fatale collasso. Si preoccupa della sua ridicola riforma, non per garantire maggiori benefici agli italiani, ma conseguire ancora più poteri per garantire la Ue.

                 Con il 2017, l’Italia non avrà più possibilità di evitare il fatale collasso, e il rimedio tampone sarà sempre lo stesso : nella prima fase, la benzina aumenterà di 15 centesimi al litro e l’IVA passerà al 23%, ma verso la metà del 2017, per mancanza di domanda interna le entrate caleranno ancora, e salteranno anche le clausole di salvaguardia facendo salire l’IVA al 25%. Un avviso ai naviganti al M5S: prima di ritrovarci tra i piedi una Ue fallita e l’Italia al collasso, sarebbe il caso che annunciassero quale modello di stato hanno in mente, perché a salvare l’Italia non basteranno le politiche di risparmio, sarebbe necessario che il Paese si trasformasse in una istituzionale federale, altrimenti risanare l’Italia non sarà più possibile e il default sarebbe inevitabile.

 logtwitt@FabrizioDalCol

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