Il “separatismo”sarà presto un progetto politico dei popoli europei

di Fabrizio Dal Col

Il “separatismo” sarà presto il futuro progetto dei popoli europei. Un progetto, che sarà però impossibile trovi nell’immediato il  consenso dell’ Europa. Infatti, diventerà l’unica soluzione per questa Ue, solo dopo che si sarà compiuta la sua inevitabile auto distruzione. Il mondo massonico finanziario, quello che dalle retrovie ha guidato i lavori per costituire l’Europa politica,  ha fallito la sua impresa.

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Infatti, oggi sappiamo che i trattati fin qui sottoscritti dagli Stati con l’Unione Europea sono tutti tesi alle rinunce delle singole sovranità popolari di ogni Stato, e dato che fino a ieri il separatismo veniva volutamente e sistematicamente trascurato da tutti gli intellettuali, i politici o politologhi, i giornalisti, in quanto dallo stesso nessuno ne vedeva vantaggi professionali da trarne, oggi potrebbe invece mutare sembianza e trasformarsi  in una realtà necessaria.

Insomma, data ormai per certa in tutta Europa la maggioranza degli anti europei, c’è ora da aspettarsi che il separatismo diventi  un vero progetto politico dei popoli d’Europa. Ma si badi bene, non un progetto basato sui falsi ideali come è stato fino ad oggi quello europeo, bensì un vero e proprio collante politico, tra coloro che da un lato rivendicano il naturale e sacrosanto diritto di decidere per via referendaria come costituire una Europa dei popoli piuttosto che una Europa (fallimentare) degli Stati Nazione, mentre dall’altro quello che inevitabilmente rimarrebbe a seguito della cura della troika degli stati classici oggi meglio conosciuti come Stati unitari.

Le circostanze affinché oggi possa nascere un vero progetto separatista europeo sarebbero quindi molto favorevoli, e lo saranno ancora di più ogni giorno che passa, in quanto il sentimento antieuropeo è ora in continua crescita in tutta Europa. In sostanza, l’Euro e l’Europa sono nella realtà un progetto politico fallito, e siccome nessuno tra gli Stati fondatori dell’Europa vuole assumersi le responsabilità politiche di dichiarare definitivamente il fallimento, per costringere tutti gli stati a rimanere e a farvi parte, gli si impongono politiche dall’austerity pesantissime per divorarne poi gli averi, e per chi non intendesse onorare i trattati sottoscritti, come ad esempio la rinuncia alle sovranità popolari e monetarie, d’imperio la troika decide poi di affossarli definitivamente.

Ecco allora che il M5S di Grillo e i suoi alter ego europei, i separatisti spagnoli, quelli scozzesi, quelli irlandesi, ovvero quegli Stati unitari che assieme all’Italia hanno ancora la struttura politica piramidale di Repubblica parlamentare, oggi possono disporre di un grande vantaggio politico e di una straordinaria compattezza. Come detto l’antieuropeismo sta dilagando, e mentre nascono in continuazione movimenti politici che inneggiano contro l’Europa e l’euro, e tra questi ci sono i separatisti come gli indipendentisti, ovvero quei movimenti politici storici che se abbracciassero oggi la via del “collante separatista” diverrebbero in breve tempo  le colonne portanti di una nuova Europa, si devono poi aggiungere anche i movimenti ritenuti della società civile come il M5S, e pure le formazioni politiche imprenditoriali che stanno nascendo con forza in Germania come in Francia.

Per quanto ci riguarda, in Italia il “fronte separatista” potrebbe anche travalicare tutti i confini regionali, e dato che a Sud come a Nord si è già consapevoli del totale fallimento dello Stato Italiano, ecco che Grillo con il suo M5S, cavalcando il separatismo e l’indipendentismo europei, potrebbe da noi recitare il ruolo di apripista e collante politico necessari per tutto il movimentismo d’Europa.

logtwitt@FabrizioDalCol

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