Ci lasceremo morire perché ce lo impone Renzi ?

di Fabrizio Dal Col

lettera_verdiGli italiani, alla luce dei danni procurati dalla politica degli ultimi quattro governi, oggi sono finiti in una depressione che rischia di sfociare in rassegnazione. L’intera posizione finanziaria del Paese non è più gestibile, anzi, difendibile. Non saranno nemmeno gestibili e difendibili i politici e i partiti che verranno da qui in avanti, il loro tempo è già scaduto da un pezzo, e le ricette che avevano, e che hanno tutt’ora, ovvero i decreti che poi diventano leggi, non sono altro che sgorbi amministrativi che ingigantiscono il problema invece di risolverlo.

Il Paese Italia è collassato, non ci sono numeri che tengono, sono tutti in negativo, e continueranno ad esserlo se non si vorrà guardare in faccia alla realtà, all’idea che solo una decisione definitiva, coraggiosa, e risoluta, è l’unica vera via rimasta. Tutti i provvedimenti legislativi degli ultimi 10 anni, fin qui adottati da tutti i governi che si sono succeduti, ivi compresi quelli del governo del “fenomeno fiorentino”,  non hanno prodotto nulla di importante che possano far pensare oggi ad una Italia che riparta in fretta. Il motivo ? Facile, non erano, e non lo sono nemmeno oggi, provvedimenti tesi a smantellare il vecchio sistema Italia. Erano solo ordini imposti e dettati dai poteri di Bruxelles, che vestiti da politici, si accasano nelle influenze del mondo finanziario globale. Ai tali ordini, fatta salva la Grecia, nessuno ha mai osato contestare nulla, né fare la voce grossa, anzi, si è continuato a rispondere con supina accettazione e in un religioso silenzio, perché il grado di considerazione socio economico internazionale dell’Italia ormai è prossimo allo zero.

Non saremo mai in grado di ripagare il debito, diceva il premier Tsipras nella sua prima e corta legislatura. Oggi, rieletto dai greci per il secondo mandato, ha accettato i soprusi dei potenti della finanza, che già cospirava a suo danno ancora prima che venisse eletto. Infatti, la troika incassa il denaro fresco, quello reale, prodotto dai cittadini per onorare il prestito, e procede spedita a spolpare definitivamente la Grecia. I gurù finanziari della troika facevano spallucce sull’uscita della Grecia dall’euro, oggi sono li che fanno di tutto perché non succeda, e la spremitura continua. Quindi, gli ellenici, che sono poco più di 11mln di abitanti, hanno dimostrato quanto sia debole la Ue, quanto sia incapace su tutto, ma anche, quanto sia ferma sulle sue condizioni di austerity in quanto funzionali a impoverire gli stati. In sostanza, il “tallone di Achille” della Ue, non è altro che lo strumento di pressione che si era data per costringere gli stati a parteciparvi; senza lo stesso, la Ue oggi non avrebbe più nessuna funzione, di più; non avrebbe più ragione di esistere.

Quindi, guardando alle decisioni prese dal Consiglio d’Europa, che come sappiamo è composto da tutti i leader dei singoli stati, scopriamo che è proprio da lì che partono gli ordini di cui sopra. Ma è necessario ricordare che il primo ordine prodotto è stata la brillante idea di azzerare le sovranità monetarie. Ora sono li in attesa di azzerare anche le carte costituzionali, e il tutto, per migliorare quella qualità di uno stato che non ci sarà mai ; quello europeo. Ma mentre il processo di azzeramento continua, gli stati stanno sempre peggio, perché è l’unico modo per tenerli sotto ricatto. Così il tempo passa e in ogni Paese il motto “ce lo chiede l’Europa”, che non è certo una legge, è già diventato un ordine tassativo al quale non ci si può più sottrarre.

In sostanza, la Grecia ci ha fatto vedere cosa sia in realtà l’Europa: un cartello complesso di interessi finanziari che riesce a dominare la politica, che oggi è sempre più debole, perché divisa dagli affari che possono realizzare dai singoli stati. La maggioranza dei popoli europei è contro questa Ue, per cui le minoranze politiche borderline, che oggi si affannano a rimanere aggrappati ad un potere rubato ai popoli, dovrebbero attivarsi collegialmente per piazzargli il colpettino di grazia, altrimenti, l’alternativa  sarà solo quella di diventare tutti dei nuovi schiavi moderni.

Alla luce di ciò, In Italia, il premer Renzi si è accorto solo poco tempo fa che le sue riforme non producono nulla, e mentre aumentava le richieste di maggiori flessibilità in Europa, in molti hanno cominciato a mugugnare su quelle che ancora mancano, e guarda caso sono le stesse che vennero richieste a Berlusconi con la lettera del’agosto 2011. Quindi, nonostante sia consapevole di tutto ciò, Renzi, ben sapendo che le richieste di tale lettera prevedevano il licenziamento nel pubblico impiego di un consistente numero di addetti, ha attivato una guerra personale con l’Europa per evitare di perdere il consenso, il potere in casa sua, e una inevitabile derisione per le mancate riforme. Ora sarà inevitabile che la guerra politica alla Ue continui, tuttavia, Renzi non si sta affatto occupando delle otto milioni di famiglie italiane finite in povertà, anzi, pensa a tutt’altro, e non ci venga a raccontare la solita montagna di balle. Le promesse su riforme di sussidio ai più deboli, già sappiamo che non le potrà mai fare, e se non sarà capace di tagliare totalmente i fiumi di denaro che finiscono sempre nelle solite tasche, le otto milioni di famiglie diventeranno molto presto una vera catastrofe umanitaria. Quindi, non ci lasceremo mica morire solo perché ce lo chiede Renzi ?

logtwitt@FabrizioDalCol

Annunci