Il Fatto Quotidiano sfida Renzi: voce ai Comitati del No al referendum

di FABRIZIO DAL COL

Costituzione_Italiana“Se perdo il referendum costituzionale, considero fallita la mia esperienza in politica”. Così il premier Renzi alla fine di dicembre.

Il Fatto Quotidiano sfida Renzi. Il direttore Marco Travaglio raccoglie la sfida del premier, che convinto di aver realizzato il più grande progetto politico degli ultimi anni, ha legato alle riforme il successo del referendum previsto per ottobre 2016, e quindi la permanenza a Palazzo Chigi

Francamente, è alquanto singolare che Renzi decida di legare il suo destino a delle riforme a cui non crede nemmeno più; Il Senato doveva essere alienato, ma è stato salvato per sistemare tutti i trombati della politica. Da un lato è senza utilità e dall’altro aumenta la spesa pubblica. l’Italicum, la nuova legge elettorale, è un pastone di norme che tutela solo la politica, i politici, e i partiti, altro che scegliere i  candidati.

Renzi ha fatto diventare la modifica delle leggi costituzionali una competenza del governo, quando invece, si sa che tale materia è competenza del Parlamento, dove tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, devono concorrere alla scrittura. Insomma, Renzi è arrivato al “o la va o la spacca”, ma tenta di trasformare il voto referendario in un plebiscito pro o contro di lui. Anche la data dell’ottobre prossimo è un segnale preciso; dalla guerra in corso con la Ue, che ovviamente terminerà a fine estate, pensa di ottenere quel “vantaggio politico”  necessario a vincere il referendum.

Sarà, ma personalmente non credo proprio che gli italiani siano così desiderosi di votare una legge che li espropria del diritto di preferenza per il candidato, come non credo,  che intendano presentarsi ad un seggio a votare in massa per le riforme della Costituzione. L’Intento del premier è piuttosto evidente: è quello di trasformare, non l’intera architettura dello Stato, ma quella di governo, che inevitabilmente diventerebbe un potere più grande e senza possibilità di controllo. Ma accadesse che la maggioranza degli italiani decidesse di rimanere a casa? La riforma è sottoposta a un referendum costituzionale senza quorum, e se al referendum la maggioranza più uno dei votanti non confermerà le riforme, queste non entreranno in vigore.  Quindi, occhio gente, che stare a casa favorirebbe la duplice  chance di Renzi.

  logtwitt@FabrizioDalCol

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