Il regime non molla, ma dopo le elezioni tira aria di sommosse popolari

di Fabrizio Dal Col


camera-deputatiPolitici, funzionari, dirigenti, manager di Stato, capi, capetti e parassiti,
 ovvero i veri responsabili del disastro finanziario italiano, super pagati, privilegiati, arricchiti sulla “pelle viva” dei cittadini senza nemmeno essere stati sfiorati dai sacrifici: ebbene, questi rappresentanti del fallimento italiano sono ancora lì. Non corrono nessun rischio di licenziamento  e continuano ad essere immuni alle responsabilità perché il regime continua a tutelarli, perché il loro operato né garantisce la sua sopravvivenza e perché rappresentano sempre quel “sottobosco di potere”, capace di mantenere inalterati gli equilibri di generazione in generazione, assumendo così la caratteristica di veri e propri Highlander.

Tutti ormai si sono convinti che sia necessario tornare a votare, ma già oggi si può assistere allo squallido riciclaggio parlamentare, e coloro che fino a ieri invocavano il ricambio della classe politica, pur di mantenere inalterato lo status quo, ora ricandidano ancora una volta i soliti noti e si ergono  a statisti e paladini della Terza Repubblica. L’Italia non è mai stato un Paese normale, e le elezioni prossime venture, alla faccia del premier uscente, dimostreranno al mondo interno la sua totale inaffidabilità, soprattutto, quando si scoprirà definitivamente chi saranno i reduci sopravvissuti al cambiamento. Grazie alla “rottamazione” di Renzi, oggi i rottamati sono ancora lì, pronti a ringraziare il “nuovo” che avanza per aver salvato il “vecchio” che resta. Con la sua politica “bislacca”, Renzi ha dimostrato di essere quello che già si sapeva, ovvero il più grande centralista e statalista che la storia italiana abbia mai conosciuto, un vero riciclatore di “normative passite”, riesumatore delle politiche oppressive, inventore di nuove norme legislative a sfavore dei più deboli, un insofferente all’economia reale, uno specialista nel raccontare balle, un amico delle banche prestato alla politica, quando invece, accettando l’incarico a presidente del Consiglio, aveva messo al centro della sua politica le fatidiche parole “trasparenza, cambiamento, e una rivoluzione a tutto campo” ovvero  quelle promesse che non ha voluto mantenere, e che sono state sconfessate dai provvedimenti del suo governo.

Ed è così che le strategie politiche, insieme ad una legge elettorale che tutti a parole volevano cambiare, ma che invece hanno preferito modificare in peggio per meglio gestire e riciclare il “vecchiume politico”, impediscono al cittadino elettore qualsiasi possibilità di una scelta democratica. Nel frattempo, il  ‘nervosetto’ Renzi si è trasformato in quel politico consumato, che rinfaccia a chi prima lo sosteneva la responsabilità della mancata approvazione di alcune riforme, e che egli invece riteneva importanti, ben sapendo però che ciò che conta è vincere le elezioni. Non avendo però molte chanches per vincerle, ha attuato una strategia di frantumazione dei voti, e reinventato con apposite modifiche, quello che al tempo fu il “giochetto” di Craxi: governare il Paese con il 13 % dei voti.  Così facendo, Renzi si è garantito anche una alternativa, in quanto senza una maggioranza al Senato, per non dover ritornare alle urne, la scelta obbligata rimarrebbe solo un Governo di Unità Nazionale e, come ovvio, proprio a sua guida.

Alla luce di tutto ciò e a prescindere dall’esito delle elezioni, la vera sconfitta la patiranno ancora una volta gli elettori, che impotenti e rassegnati, vedranno ancora una volta il regime italiano salvarsi, e con esso, per ragion di Stato, si salveranno anche tutti quei parlamentari che gli elettori avrebbero invece preferito spedire a casa definitivamente. Chi saranno i vincitori delle prossime elezioni non è dato saperlo, ma chiunque saranno, è già certo che il giorno dopo si ritroveranno a dover fare i conti con sommosse popolari inevitabili, e dato che Renzi, come è logico che sia, continuerà a dire di aver salvato l’Italia, ci saranno invece coloro che gli ricorderanno come salvare l’Italia non sia servito ad un beato cazzo, e che a salvare gli italiani non ci ha ancora pensato nessuno.

@FabrizioDalCol

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