Le riforme di Renzi ? Scoregge nello spazio

di Fabrizio Dal Col

fiamme_dal_culoRenzi si avvicina ad un anno e mezzo di governo, e nonostante abbia potuto godere della presidenza del semestre europeo, il bilancio politico sulle riforme, tanto osannate con la propaganda e i viaggi all’estero, a tutt’oggi è da considerarsi  ancora pressoché nullo.

L’ex sindaco di Firenze, infatti, sa che i provvedimenti riformatori, fin qui adottati dal suo governo, a tutt’oggi non hanno avuto nessuna consistenza politica e non è un caso se la troika è sempre li a ricordarglielo. Non hanno rivoluzionato un bel nulla sul fronte del lavoro, tanto che nel settore pubblico non si è toccato nulla, mentre nel privato il jobsAct ha perfino peggiorato la situazione, e a fregarsi le mani è rimasta solo confindustria che ha goduto della defiscalizzazione dei contributi.

Per quanto riguarda i tagli alla ‘vera spesa pubblica’, anche questi promessi in giro per il mondo, si sono perse addirittura le tracce, tanto che a colmare le lacune sulle mancate risorse, necessarie a fronteggiare le emergenze, ancora una volta ci hanno dovuto pensare i cittadini con l’aumento delle tasse.

Il taglio delle province, queste sconosciute, dove non si è fatto altro che blaterare per nulla, e si è addirittura preso per i fondelli tutta l’opinione pubblica, compresa quella internazionale; costano come prima, se non addirittura di più, e invece di diminuire i loro costi, continuano invece ad aumentare la spesa pubblica.

Il Senato della Repubblica, che lungi dall’essere stato cancellato, si sono invece inventati la nomina diretta dei politici trombati negli enti locali, ma alla faccia dei risparmi, la spesa pubblica è aumentata ancora.

I vitalizi degli On., vero scandalo senza pari, che avrebbero dovuto tagliare all’unanimità, sono invece ancora li in attesa di essere completamente dimenticati.

E che dire della legge elettorale che avrebbe dovuto garantire il voto al cittadino ? Inutile parlarne, è già scontato che l’Italia è al palo, infatti, non cresce nulla sul fronte economico e continua a crescere tutto sul fronte della spesa, quindi, con una emergenza nazionale appiopperanno agli italiani un governo di unità nazionale, ragion per cui la legge elettorale non avrà bisogno di correzioni.

Infine sulle pensioni, per ora intoccabili nel settore pubblico, saranno invece sforbiciate quelle dei lavoratori privati, costretti alla riduzione così come richiesto dalla troika.

In compenso di questo, ovvero di queste presunte riforme, il governo Renzi ha ‘macellato’ qua e la solo per recuperare risorse finanziarie, e ora tutto il castello di carte sulle riforme sta per crollargli addosso. Consapevole di ciò, e prima che accada, Renzi ha pensato di ricavarsi un minimo di potere in seno alla Ue ‘scodinzolando’ intorno al ghota del vertice europeo, per ottenere così in cambio di un briciolo di flessibilità finanziaria. Infatti, la troika, ogni mese degli ultimi sei, come abbiamo già potuto vedere in questi periodi, gli ricorda che l’Italia deve pensare a fare le ‘vere riforme’.

Oibó, anche la troika scopre che le riforme non sono proprio riforme, ecco che allora il premier italiano scarica Tsipras, per mediare la questione greca e avere un occhio di riguardo circa le richieste sulla flessibilità.

In sostanza, prima parteggiava per Tsipras, poi quando si reso conto che sarebbe stato un errore, lo scarica per andare ad abbracciare la Merkel. E trova pure il tempo per lagnarsi  della troppa visibilità data dai media alla questione greca.

Intanto, tic tac, tic tac, il tempo passa, e tutti si accorgono che l’Italia è ancora ferma al palo, ironia della sorte, ha ancora impegni finanziari da onorare vicino a 100 mld di euro. In sostanza, le riforme non funzionano e non aggrediscono la crisi come invece dovrebbero. A questo punto logica sarebbe quella di chiedersi  almeno il perchè, niente da fare, avanti tutta,  ma mantenendo  ferma la barra.

Eppure, tutti gli italiani sanno bene cosa sarebbe necessario per il Paese, ma dato che sono i politici nominati a fare le leggi, ecco che diventa impensabile che la politica ne faccia una giusta. E tic,tac, e tic tac, arriverà la troika a mettere le mani sull’enorme capitale privato italiano, così come sta facendo adesso con la Grecia. A tempo scaduto, sarà inevitabile che qualcuno cominci a chiedersi se le riforme di Renzi sono vere riforme o se siano invece tutt’altro

La Grecia dimostrerà che nella Ue nessuno vuole mollare il potere, e che il vero problema è politico:  gli stati non sono affatto uniti, e nessuno crede all’altro perché la guida spirituale della Ue non è solo quella politica della Germania, ma anche quella finanziaria delle banche. Ma la frittata ormai è fatta, il delirio di onnipotenza della Ue ha mostrato tutt’altro: non è adatta a proseguire sul progetto dell’ unificazione. Le rivolte nella Ue inizieranno in autunno, quando ormai sarà troppo tardi per attuare una inversione di tendenza.  E Le riforme di Renzi ? Del tutto inutili, sono scoregge nello spazio.

Donazionelogtwitt@FabrizioDalCol

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