Aveva ragione Verdi, l’unità è la nostra rovina

di Fabrizio Dal Col

Cari lettori, oggi vi propongo un articolo che ho scritto il 15 aprile 2012. Buona lettura

giuseppe-verdiLe sue ultime dichiarazioni rilasciate durante gli stati generali del servizio per le emergenze, che ritengo essere  poco consone ad un capo di Stato, non si possono accettare:  Se “Monti è qui come un volontario, io sono qui come richiamato dalla riserva dopo esser uscito dal servizio permanente effettivo – le parole di Giorgio Napolitano -. Non contrappongo l’Italia della solidarietà e del volontariato a quella della speculazione edilizia o dell’evasione del fisco perché queste ultime, per quanto diffuse, non meritano di essere associate alla parola Italia”.

Monti non è stato voluto o nominato come volontario, questo perché, prima di accettare l’incarico, ha voluto garanzie certe, e le stesse sono state largamente condivise. Oggi tutti capiscono quali fossero le garanzie a cui il neo premier tenesse, ovvero le mani libere e l’appoggio incondizionato dei partiti. Il parallelo tra l’Italia della solidarietà e del volontariato e quelle della speculazione edilizia o dell’evasione del fisco, le quali, a suo dire, non meritano di essere associate alla parola Italia, non può che essere condiviso da tutti i cittadini. Tuttavia vien da chiedersi  perché si siano scelte proprio queste due casistiche, e perché mai, solo queste non meritano di essere associate alla parola Italia. Tutti gli italiani sono consapevoli di ciò che sta accadendo, e in questo preciso momento, si chiedono se non siano molto più importanti e di inaudita gravità, le questioni del malaffare legate ai partiti che siedono in Parlamento.  E’ del tutto inutile ricordare che la massa di evasione fiscale si concentra in settori ben evidenti: nell’economia finanziaria in generale, nelle plusvalenze delle cosi dette “cartiere”,  società che nascono con lo scopo delle false fatturazioni, nella mafia, nell’esportazione dei denari all’estero, nel riciclaggio di denaro sporco, nelle società partecipate dello Stato, nella politica, nella corruzione, nella concussione, nelle fondazioni, etc.,  ovvero in tutto quel mondo, che nulla ha a che fare con l’economia reale.

L’attività del governo sulla lotta all’ evasione fiscale è invece ferocemente concentrata sull’economia reale, che come sappiamo, fattura 14 volte in meno dell’economia finanziaria. Il Cittadino, diversamente dal governo, è ben consapevole del dove invece si dovrebbe colpire, in quanto lo Stato incasserebbe molto di più di quello che invece sta incassando ora. Equità è la parola magica utilizzata in tantissime occasioni dal premier  Monti, ma stante la situazione attuale, di equo c’è, e continua ad esserci, solo la ripartizione dell’evasione fiscale, in quota al malaffare. Procedere in modo sistematico alla lotta verso l’evasione minore è antieconomico per lo Stato Italiano e recessivo per l’Italia, in quanto la parte produttiva del paese, è composta dalla piccola media impresa che, oggi come ieri, è sempre più oppressa dal fisco. Le parole del  capo dello Stato avrebbero dovuto tener conto di queste gravità, invitando il governo ad impegnarsi  in questa direzione, piuttosto che continuare a sostenere una politica ragionieristica e priva di qualsiasi fondamento economico reale.  Anteporre una logica politica tutta imperniata sulla salvezza del Paese, dove a farne le spese è solo il Cittadino comune, significa abdicare al rispetto della sovranità popolare. A tutti noi sta apparendo sempre più evidente il rischio di una deriva antidemocratica, che la politica si ostina a non voler vedere. La gente comune invoca pulizia e invece si continua a nascondere lo sporco sotto il tappeto. Coloro i quali hanno interesse a mantenere questo stato di cose  non si arrenderanno mai, prova ne sono i fatti che accadono tutti i giorni.

Adesso basta, è arrivato il momento che ai Cittadini sia restituita la parola, ma non per le nuove elezioni, come vorrebbero coloro che non intendono cambiare nulla, bensì per poter contare sul garante della costituzione Italiana, e riscrivere prima che sia troppo tardi, una nuova Costituzione per il Paese. A tal proposito, e proprio in questi giorni, spopola nei social network uno scritto di Giuseppe Verdi dal titolo “ L’Unità sarà la nostra rovina, moriremo tutti di fame” e continuando “Cosa faranno i nostri uomini di stato? Coglionerie sopra Coglionerie! Ci vuole altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. Quando i contadini non potranno più lavorare ed i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame. Cosa singolare ! quando l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti ! Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati. Ma dove sono le ricchezze di una volta? Addio, Addio”.

 

logtwitt@FabrizioDalCol

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