Ecco cos’è la ‘misteriosa’ Cassa Depositi e Prestiti : una ‘cassaforte’ di società e risparmio, ma…

Cassa depositi e prestiti S.p.A. (chiamata anche CDP S.p.A.) è una società per azioni finanziaria italiana, partecipata per il 80,1% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 18,4% da diverse fondazioni bancarie e il restante 1,5% in azioni proprie.

Una struttura simile opera nella odierna Repubblica francese: la Caisse des dépôts et consignations.

Una voce  influente, come dice il suo sito, circa la disponibilità delle risorse che hanno permesso la sua nascita, è quella del risparmio degli italiani. Quindi, quando la CDP usa ingenti denari, si deve pensare che una parte di questi sono utilizzati grazie ai risparmi degli italiani. Che succederebbe, in questi tempi di crisi, se lo stato decidesse di prelevare dai conti postali degli italiani ? O se preferite, decidesse di mettere in pratica un prelievo forzoso ?  Di seguito le spiegazioni…

Cassa Depositi e Prestiti

Cassa Depositi e Prestiti

L’ente venne creato nel Regno di Sardegna con la legge 18 novembre 1850 n. 1097. Essa ebbe come principale finalità la mobilizzazione di capitali, pervenuti allo Stato attraverso canali di raccolta del risparmio privato, per opere di pubblica utilità. Un’attività sostanzialmente uguale a quella che ha sempre avuto, ossia provvedere al finanziamento dell’attività degli Enti pubblici, venne avviata con un Regio decreto del 1857.

Dopo l’Unità d’Italia, nel 1863 iniziò ad incorporare le analoghe Casse presenti negli altri stati progressivamente confluiti nel Regno d’Italia e segue, con la propria sede, gli spostamenti della capitale italiana, prima a Firenze e poi a Roma. L’attività progressivamente si espanse, con la comparsa di nuovi strumenti di raccolta del risparmio, i cui proventi vengono utilizzati per gli scopi istituzionali della Cassa.

In particolare, le principali tappe sono:

Con il tempo cambia anche la forma giuridica della Cassa depositi e prestiti che, nata come detto in forma di banca, sia pure sotto l’egida dello stato, si trasforma prima in una direzione generale del Ministero del Tesoro (1898), per divenire poi resa pienamente autonoma con la promulgazione della legge 13 maggio 1983 n. 197, ed avere quindi il riconoscimento di una propria personalità giuridica, distinta da quella dello Stato, con la legge 19 marzo 1993 n. 68.

Il decreto legge 30 settembre 2003 n. 269 la trasformò in società per azioni subentrando nei diritti e negli obblighi dell’ente;la norma inoltre stabilì che con decreto ministeriale venissero disciplinate le funzioni e le attività della nuova società. La disciplina venne poi emanata con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze5 dicembre 2003.
La trasformazione ne rese la struttura ancora più autonoma, svincolandola almeno in parte dai legami connessi alla precedente forma di ente pubblico. Ciò consentì l’entrata nell’azionariato di 65 fondazioni bancarie alle quali vengono assegnate delle azioni privilegiate pari al 30% del capitale sociale.

Con il 1º gennaio 2006 cambia ancora la struttura operativa, in quanto Cassa depositi e prestiti ha effettuato l’incorporazione della società Infrastrutture S.p.A., che era stata costituita dalla stessa Cassa nel 2002 allo scopo di finanziare, sotto diverse forme, la realizzazione di infrastrutture e di grandi opere pubbliche.

L’attività della società si articola in due distinti rami di azienda:

  • “gestione separata”, gestisce il finanziamento degli investimenti statali e di altri enti pubblici, quali regioni, altri enti locali e comunque strutture afferenti allo Stato, utilizzando quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale. Nel dicembre 2003, la Cassa aveva 57 miliardi di euro di crediti verso tali enti, e una raccolta di oltre 200 miliardi di euro nel risparmio postale in continua crescita.

Nel 2008, aveva 99 miliardi di euro disponibili per investimenti strutturali.

  • “gestione ordinaria”, si occupa del finanziamento di opere, di impianti, di reti e di dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici e alle bonifiche. Per far fronte a questa attività la Cassa depositi e prestiti provvede attraverso l’assunzione di finanziamenti e l’emissione di titoli, in particolare obbligazioni.

Contrariamente al risparmio postale, questo tipo di raccolta di fondi non è garantito da parte dello Stato.

L’attività è inoltre sottoposta al controllo di una apposita Commissione parlamentare di vigilanza.

Al 31 dicembre 2010 la società aveva un capitale investito di circa 249,2 miliardi di Euro, con un patrimonio netto di 13,7 miliardi di Euro, mentre la raccolta ammontava a 97,7 miliardi in libretti postali e 109,7 miliardi in Buoni fruttiferi postali. L’esercizio è stato chiuso con un utile netto di 2,74 miliardi.

Dal punto di vista consolidato, il capitale investito del gruppo ammontava a 260,9 miliardi, con un patrimonio netto di 13,9 miliardi. L’esercizio è stato chiuso con un utile di 2,9 miliardi.

Al 31 dicembre 2010 la società occupava 415 dipendenti.

Come detto, essa è partecipata per il 80,1% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 18,4% da diverse fondazioni bancarie e per il 1,5% da azioni proprie. In dettaglio: a Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, Fondazione Monte dei Paschi di Siena sono state assegnate 5 tranche da 89,84 milioni di euro pari al 2,57%.

Consiglio d’amministrazione

art. 5 comma 1 decreto legge La Cassa depositi e prestiti è trasformata in società per azioni con la denominazione di “Cassa depositi e prestiti società per azioni” (CDP S.p.A.), […] La CDP S.p.A. […] subentra nei rapporti attivi e passivi e conserva i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione.

fonte :Wikipedia

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